Articoli e offerte


Categorie

Catalogo vendita online!

Il trattamento di bellezza del diamante

Il trattamento jehuda, è una procedura che consiste nel riempire le fenditure della superficie, fori e fratture esercitati dal laser, con la resina epossidica, una sostanza che tende a renderli meno visibili avendo un' indice di rifrazione molto simile al diamante.


Un altro trattamento consiste nell'uso del laser. La perforazione con il laser serve a schiarire le inclusioni scure contenute in un diamante, il laser produce un microscopico foro dalla superficie sino all'inclusione; quindi iniettando in questo foro un acido, l'inclusione viene "candeggiata". L'originale inclusione rimarrà ma si vedrà meno. Con la resina sintetica, sostanza ad alto indice di rifrazione, spesso viene riempito il foro, per evitare che sporcizia o polvere entrino al suo interno.
L'HPHT è un trattamento ad elevata temperatura e ad alta pressione, sviluppato per migliorare il colore in alcuni tipi di diamanti naturali. Tale trattamento tramite un'alta temperatura ed un'alta pressione, determina il miglioramento del colore in alcuni tipi di diamanti. Il Congresso Mondiale del Diamante ha approvato una risoluzione che stabilisce, che i "Diamantaires", hanno l'obbligo nel momento della vendita, di dichiarare quali tipi di trattamenti abbiano subito le pietre specificando in particolare questo tipo di trattamento.
La "Pegasus Oversas" nel 1999 rese pubblica la commercializzazione dei diamanti decolorati tramite un innovativo procedimento messo in opera dalla General Electric, denominato "i diamanti sbiancati". Questi diamanti hanno riportato sulla cintura l'iscrizione laser GE-POL, in quanto tale trattamento è da considerare permanente e irreversibile. Può essere trattata usando l'HPHT solamente un piccolissima percentuale di diamanti di origine naturale. Per produrre colorazioni particolari i diamanti vengono trattati e sono denominati con "colore trattato" o "colore aumentato". Tramite l'esposizione del diamante a radiazione il suo colore viene alterato artificialmente.
Tramite un reattore nucleare il diamante irradiato può alterare il proprio colore migliorandolo, consentendole di assumere la colorazione verde, marrone, gialla o blu. Con un'analisi spettrometrica a raggi infrarossi si può comunque risalire al colore originale.

IL DIAMANTE SINTETICO (Carat weight)

E' un tipo di diamante che viene creato artificialmente in laboratorio. La Gemesis Diamonds e l'Apollo Diamond, entrambe in America,sono le pricipali aziende produttrici. Va ricordato che la prima a produrre, all'inizio degli anni '50, i diamanti sintetici fu General Electric.
Nei diamanti sintetici o artificiali troviamo le stesse qualità fisiche, chimiche ed ottiche esistenti in quelli naturali. Tali diamanti vengono prodotti ponendo la grafite a pressione e temperatura molto elevate; va notato però che tali pietre prodotte con questo sistema tendono, alcune volte, ad acquistare un tono dal colore giallognolo.
Il più recente sistema di produzione è il "CVD" il deposito di vapore chimico, che produce diamanti sintetici senza alcun tipo di colorazione. Tale sistema di produzione risale al 1930 e poi modificato, perfezionandolo, all'inizio del XXI secolo; consiste nel riscaldamento del gas metano (per la maggioranza dei casi), il quale sottoposto ad una elevatissima temperatura provoca la separazione degli atomi con la precipitazione di quelli di carbonio su di una superficie, crescendo alla velocità di mezzo millimetro circa al giorno; tale superficie aumenterà quindi di strato in strato dando così origine al cristallo.
In generale i diamanti prodotti artificialmente anno una tonalità giallo-bruna, che può essere migliorata tramite il sistema HPHT. Anche in questo caso sono i laboratori gemmologici a certificare tali diamanti sintetici, identificandoli.