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Caratteristiche del diamante

La caratteristica principale dei diamanti è sicuramente la durezza. Questa qualità cambia ovviamente da diamante a diamante ma di sicuro questa pietra è la più dura tra le sostanze in natura fin ora note. Presenta quindi un'elevatissima resistenza alle scalfitture e nella scala Mohs (la scala della durezza dei materiali) il diamante è classificato come valore 10.


La densità di solito varia e soprattutto la forma. Possono essere sia cubici, sia a forma di rombo, sia arrotondati. Varia inoltre il colore e il livello di trasparenza. Possiamo avere diamanti rossi, azzurri o verdi e il loro valore è ovviamente determinato dalla loro rarità i diamanti rossi sono considerati i più rari. Quelli incolori (detti "bianchi") sono molto molto preziosi (meno quelli di tipo bruno) e queste proprietà del colore e della trasparenza dipendono dalla presenza o meno di traccie di differenti elementi.
Altre importanti caratteristiche sono il fuoco e la lucentezza. I diamanti non tagliati non hanno lo stesso livello di lucentezza delle stesse pietre tagliate; lo scintillio della pietra è dato fondamentalmente dalla proprietà della dispersione che separa le componenti colorate della luce di tipo bianco facendo si che quando si espongono queste pietre al Sole, questa emettono una luce che può essere di diversi colori come blu, rossa o gialla.
Tra le altre caratteristiche poi c'è l'elevata capacità di condurre calore (che li renderebbe particolarmente adatti nella costruzione di pellicole per chip informatici), la resistenza agli acidi e la trasparenza in caso di esposizione ai raggi X.

Come si formano

Per far sì che un diamante si formi sono necessarie condizioni di temperatura e pressione estreme di modo che si possa ottenere la cristallizzazione del carbonio. Pare che si siano formati a partire da rocce fuse con pressioni vicine a 50.000 atmosfere e ad una profondità di circa 200 Km. Poi questo materiale da cui sono derivati fu verosimilmente spinto più in superficie creando dei condotti a imbuto che sono tipici di tanti giacimenti.
La roccia "padre" è probabilmente la peridotite ma la particolarità è che diversi diamanti vengono recuperati da depositi derivati da alluvioni, conglomerati, arenarie e addirittura da meteoriti.
Si ritiene che a livello terrestre siano tre le generazioni da cui sono nati gli attuali diamanti presenti sulla terra. Il primo periodo geologico viene fatto risalire a oltre 3 miliardi di anni fa, il secondo a 2,9 e l'ultimo a 1,2 e pare che non ce n'è siano stati di successivi cicli generativi.

Dove si trovano

I primi giacimenti vengono fatti risalire al 1866. Un ciottolo trovato da un bambino nelle vicinanze di un fiume in Sudafrica fu ciò che diede l'avvio ai campi diamantiferi in quel territorio. Da lì si avviò una vera e propria corsa al diamante che ebbe il suo momento di maggiore intensità intorno al 1870. Si cercava principalmente nei depositi di tipo alluvionale dei fiumi Vaal e Orange.
Oltre al Sudafrica troviamo altri giacimenti sempre in territorio africano, come in Ghana, Tanzania, Congo ed inoltre in Australia, in Venezuela, sugli Urali, in Siberia e nella Guyana e in svariati territori del Brasile dove si estraggono prevalentemente carbonado e ballas.

Qualità e dimensione del diamante

Per i diamanti e altre gemme l'unità di peso principalmente impiegata è il carato, corrispondente a 0.2 g. Tuttavia è anche possibile utilizzare un sottomultiplo, il punto, che corrisponde ad un centesimo di carato.
Il valore di un diamante tagliato viene giudicato considerando quattro fattori denominati "le quattro C": la presenza o l'assenza di macchie, fessurazioni esterne ed imperfezioni interne, il colore, la proporzione e la forma della pietra tagliata ed infine il peso della pietra stessa. Cinque pietre da un carato hanno un valore inferiore ad una pietra da cinque carati della stessa tipologia.